Il grès è una materia che ricorda la roccia, dura, incorruttibile. In realtà i mondi che la sua texture riesce a evocare sono molteplici. Una roccia può essere anche uno scoglio, si, di quelli che si protendono sul mare. Uno scoglio ruvido e bianco, immerso in un sole splendente, fatto di luce bianca e di assenza di ombre. Un sole allo zenith e un paesaggio con orizzonti lontani, nel quale il bianco della pietra si staglia nel blu più profondo, sotto un colore azzurro dall’orizzonte infinito.

Il grès con la sua texture poetica porta con sé l’infinito, una materia vocata all’arte. Questo è noto ai “Maestri Ceramisti” di Marostica di Lineasette che l’hanno eletta a materia alchemica, dalla quale si lasciano ispirare per tradurre ogni sogno in realtà.

Lineasette si è lasciata trasportare un questa corrente di marea fatta di emozioni estive, nelle quali il tempo risulta sospeso, disponibile per ogni riflessione e hanno realizzato numerosi oggetti iconici, ispirati a quest’emozioni di mare. Oggetti semplici, a volte onirici, ricchi di senso.

Una materia musicale, chi l’ha avuta in mano sa cosa significa. Il suono asciutto che produce al semplice tatto è inconfondibile. Una “musica” sottile e a tratti vibrante. Una materia, il grès, capace di moltiplicare il suono nelle sue cavità, di amplificarlo. Come in uno strumento musicale. Il suono oltre la luce e il tempo sono gli elementi immateriali che dialogano con questa materia. Ma il vero “lusso” legato a questa “terra” è l’esperienza unica che porta con sé; quella che vivono i ceramisti che la lavorano e che la usano per creare ed esprimersi, quella di chi potrà disporre di un manufatto unico realizzato con essa.

La luce viene assorbita da questa texture, anche quando il suo colore è il bianco. Una contraddizione solo apparente. Questo perché la vellutata opacità della superficie non riflette mai i raggi che la colpiscono ma li assorbe, restituendo una luminosità ovattata, candida e discreta, quasi opalescente.

Il tempo sembra fermarsi nel suo personale dialogo con il gres porcellanato.

La direzione temporale viene presa in contropiede da questa materia immune ai segni del passare del tempo. La linea temporale, quando incontra il grès, sembra fermarsi. Il gres resta sempre uguale a sé stesso.

Lo spazio del grès è lo spazio della fantasia. Le distanze si tracciano con le emozioni e la profondità dello sguardo resta fisso all’orizzonte, dove si genera la linea perlata dell’aurora, promessa di un nuovo giorno. Lo spazio è anche quello dei dettagli, che si scoprono quando il manufatto è osservato da vicino. Un microcosmo di particolari, di linee che si rincorrono e di volumi che si sovrappongono, studiati e sentiti nelle mani del ceramista che li ha generati, sempre diversi per ogni oggetto Lineasette.